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di DANIELE DEL MORO
UNA. testimonianza di
vitalità ed impegno sociale da parte del mondo cattolico.
E' quanto
emerso nel corso della presentazione della "Giornata nazionale
dell'ex alunno di scuola cattolica", promossa dalla Confederex
presso la sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, a cui hanno
partecipato il presidente della Confederex Lazio, Gianni Pierantoni, il vicepresidente del
consiglio provinciale di Roma, Massimo Bugli, mons. Antonio
Perrone e mons. Carmine Brienza, Claudio Andreoli e fratel Mario
Presciuttini.
Una conferma di quanto sia importante il ruolo dell'insegnamento
cattolico non solo in termini di produzione di cultura di altissimo
livello ma anche nella sua imprescidibile «funzione di educazione e
di formazione a progettare la propria vita», come ha spiegato
monsignor Brienza.
«Nell'odierna società proiettata verso il terzo millennio - ha
ricordato Pierantoni - largamente scristianizzata e indifferente
alle vicende umane, è volontà dei gestori della scuola cattolica
proporre un forte messaggio culturale cattolico che comprenda quei
valori etici che hanno formato e continuano a formare tanti giovani
di ieri e di oggi.
In tutti noi è viva la sensazione che la nostra
cultura debba recuperare quella spiritualità perduta e rifondarsi
sui valori della famiglia ormai distrutti da un vuoto materialisrno
sempre più crescente e dal dio denaro».
La scuola cattolica, però, non vuole essere meramente cultura e
formazione di una identità religiosa e sociale precisa ma
collaborare concretamente al miglioramento delle aree territoriali
più difficili. |

da
sin.: Il Vicepresidente del Consiglio Provinciale
Massimo Bugli,
monsignor Antoinio Perrone, Claudio Andreoli
Per la
manifestazione della "Giorata nazionale dell'ex alunno", infatti,
in programma per il prossimo 19 e 20 ottobre presso l'Istituto Pio
XI all'Aventino, è stata organizzata una raccolta di fondi allo
scopo di aiutare e promuovere l'istitito Pio XII di via Casilina,
«in maniera tale da allargare il servizio sociale e sensibilizzare
gli alunni dei ceti più elevati ai valori della solidarietà e del
volontariato», come ha detto Fratel Mario Presciuttini. Se
insomma, la scuola cattolica è in grado di svolgere un ruolo di
primaria importanza di fronte al concepimento di uno stile di
vita, le istituzioni hanno il compito di fare la loro parte ed
aiutare la diffusione di un ideale capace «di dare anima alla
nostra società» come ha sottolineato monsignor Perrone. Non è un
mistero che in Europa, l'Italia sia l'unica nazione dove la scuola
"non statale" non riceva finanziamenti dallo Stato. Non può
bastare, dunque, la collaborazione degli ex alunni messa al
servizio della scuola di cui hanno condiviso problemi e speranze.
Per concepire un progetto
educativo valido che possa offrire «l'orgoglio dell' identità e
della diversità», come ha ricordato Bugli, collegato alla
concretezza delle iniziative, serve il contributo di tutti.
Altrimenti si tratterà sempre di un modello vincente ma destinato
ad rimanere privilegio esclusivo di pochi. |