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15/10/2002

IL TEMPO 

Convegno  promosso dalla Confederex presso la
Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati

Scuola cattolica,
valori in primo piano

L'orgoglio dell'identità e della diversità nella
Giornata nazionale dell'ex alunno

di DANIELE DEL MORO


UNA. testimonianza di vitalità ed impegno sociale da parte del mondo cattolico.
E' quanto emerso nel corso della  presentazione della "Giornata nazionale dell'ex alunno di scuola cattolica", promossa dalla Confederex presso la sala del Cenacolo della Camera dei Deputati, a cui hanno partecipato il presidente della Confederex Lazio, Gianni Pierantoni, il vicepresidente del consiglio provinciale di Roma, Massimo Bugli, mons. Antonio Perrone e mons. Carmine Brienza, Claudio Andreoli e fratel Mario Presciuttini.
Una conferma di quanto sia importante il ruolo dell'insegnamento cattolico non solo in termini di produzione di cultura di altissimo livello ma anche nella sua imprescidibile «funzione di educazione e di formazione a progettare la propria vita», come ha spiegato monsignor Brienza.
«Nell'odierna società proiettata verso il terzo millennio - ha ricordato Pierantoni - largamente scristianizzata e indifferente alle vicende umane, è volontà dei gestori della scuola cattolica proporre un forte messaggio culturale cattolico che comprenda quei valori etici che hanno formato e continuano a formare tanti giovani di ieri e di oggi.
In tutti noi è viva la sensazione che la nostra cultura debba recuperare quella spiritualità perduta e rifondarsi sui valori della famiglia ormai distrutti da un vuoto materialisrno sempre più crescente e dal dio denaro».
La scuola cattolica, però, non vuole essere meramente cultura e formazione di una identità religiosa e sociale precisa ma collaborare concretamente al miglioramento delle aree territoriali più difficili.


da sin.: Il Vicepresidente del Consiglio Provinciale Massimo Bugli, monsignor Antoinio Perrone, Claudio Andreoli

 

Per la manifestazione della "Giorata nazionale dell'ex alunno", infatti, in programma per il prossimo 19 e 20 ottobre presso l'Istituto Pio XI all'Aventino, è stata organizzata una raccolta di fondi allo scopo di aiutare e promuovere l'istitito Pio XII di via Casilina, «in maniera tale da allargare il servizio sociale e sensibilizzare gli alunni dei ceti più elevati ai valori della solidarietà e del volontariato», come ha detto Fratel Mario Presciuttini. Se insomma, la scuola cattolica è in grado di svolgere un ruolo di primaria importanza di fronte al concepimento di uno stile di vita, le istituzioni hanno il compito di fare la loro parte ed aiutare la diffusione di un ideale capace «di dare anima alla nostra società» come ha sottolineato monsignor Perrone. Non è un mistero che in Europa, l'Italia sia l'unica nazione dove la scuola "non statale" non riceva finanziamenti dallo Stato. Non può bastare, dunque, la collaborazione degli ex alunni messa al servizio della scuola di cui hanno condiviso problemi e speranze. Per concepire un progetto educativo valido che possa offrire «l'orgoglio dell' identità e della diversità», come ha ricordato Bugli, collegato alla concretezza delle iniziative, serve il contributo di tutti.
Altrimenti si tratterà sempre di un modello vincente ma destinato ad rimanere privilegio esclusivo di pochi.