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12/02/2003

Provincia di Roma - Comunicato Stampa 

Il libro di don Santino Spartà presentato a palazzo Valentini

"Vip devoti di Padre Pio"

Massimo Bugli: "E' il Santo che è riuscito a toccare il cuore di tutti"

L'Aula consiliare della Provincia di Roma ha ospitato, mercoledì 12 febbraio, la presentazione di un libro dedicato a Padre Pio, l'uomo santificato dai fedeli prima che dalla Chiesa, amato e insieme temuto. Il libro a lui dedicato è quello scritto da don Santino Spartà, un prete dei giorni nostri di cui, nel bene e nel male, si fa un gran parlare. Il testo racconta 48 interviste fatte a personaggi famosi nel mondo dello spettacolo sul frate di Pietrelcina.
Sara Iannone ha introdotto i relatori ringraziando, prima di tutti, don Santino Spartà "per aver scritto questo libro che raccoglie la testimonianza di tanti 'vip' sul messaggio di Padre Pio". Un grazie particolare, poi, è andato ad Alberto Pascucci, presidente del Consiglio provinciale, e a Massimo Bugli, vicepresidente, "per la sensibilità che ha sempre dimostrato verso questo tipo di iniziative e perché grazie a lui è stato possibile ottenere il patrocinio di Palazzo Valentini e organizzare la presentazione del libro di don Santino in quest'Aula consiliare".
"Vedere che siete così numerosi, come sempre in queste occasioni, - ha detto Massimo Bugli - conferma che promuovere iniziative culturali è sempre una scelta giusta. Non solo convegni, tavole rotonde e seminari, ma anche, e soprattutto, eventi che valorizzino la nostra letteratura, la nostra poesia, il nostro teatro, la nostra pittura, …la nostra cultura."
"In quattro anni abbiamo presentato almeno una quarantina di libri." ha continuato Bugli "Perché la scelta di un Padre Pio letto da don Santino attraverso le testimonianze dei vip? Perché Padre Pio è indubbiamente un santo che è riuscito a toccare il cuore di tutti, anche di quelle persone che mai si penserebbe che dedicassero una parte della propria giornata alla preghiera. Un esempio emblematico di queste emozioni, per me è stato Signori, il calciatore: in una circostanza in cui si parlava di varie cose mi disse che Padre Pio è la cosa a cui tiene di più nella sua vita."

A questo punto prende la parola Francesca Chieco, consigliere per An nel XVII Municipio, da sempre impegnata nel mondo nella cultura, ma, soprattutto, ex alunna di don Santino. "Andavo a scuola dalle suore - ha raccontato - e don Santino era nostro insegnante e confessore. Seguivamo sempre con piacere la messa che celebrava ogni mattina alle 11, perché le sue predice erano diverse, di grande spessore e spesso, nella mia vita, hanno condizionato molte scelte importanti. Della sua attività di scrittore voglio dire, prima di tutto, che tutti i proventi di tutti i suoi libri vanno sempre in beneficenza. Al suo modo di agire tanto contestato, poi, sono abituata da sempre, e lo difendo perché consente di far arrivare il messaggio cristiano a chi, diversamente, non ne sarebbe mai raggiunto."
"Parlare con i vip - ha sottolineato Chieco - no è piaggeria, ma il suo metodo di comunicazione, quello che ritiene più efficace nel mondo moderno".
Dello stesso tenore sono state le parole di Maria Giovanna Elmi, intervistata da don Santino su Padre Pio: "Don Santino ha coraggio, ha lanciato una sfida. La scelta di questi personaggi risponde all'esigenza della gente di conoscere il pensiero, in questo caso su Padre Pio, di tutte quelle persone che non conoscono direttamente, ma che ogni giorno entrano nelle loro case attraverso i media." "la nostra non è una difesa - ha concluso la Elmi rivolgendosi direttamente a don Santino - ma un contributo perché ti si capisca".
Augusto Giordano, ormai storica voce del Gr2, dopo aver rivolto un saluto a Franz Maria Dasaro, maestro venerato per tutti i giornalisti che hanno avuto la fortuna di lavorare con lui, Giordano compreso, ha raccontato ai presenti il 'suo' don Santino: "Definirlo confessore dei vip è riduttivo. Nel suo libro racconta chi sono veramente queste persone, che mostrano il fondoschiena in televisione e vivono in un mondo frivolo, quando parlano di Dio, quando parlano di Padre Pio. Queste stesse persone, a noi giornalisti, non avrebbero mai risposto come hanno fatto con don Santino, con la stessa sincerità. E non cercavano certo celebrità: nel libro non ci sono fotografie. E' importante questa nuova Chiesa che don Santino e altri vogliono offrire e che molti contestano". E tra i racconti di Augusto Giordano non è mancata una sua esperienza col Santo di Pietrelcina. Ha ricordato un giorno d'estate quando, partendo per Sabaudia, portò con sé il libro delle preghiere di giorno in giorno di Padre Pio, ma dimenticò gli occhiali. La mattina però, aprendo ugualmente la preghiera del giorno si accorse di poterla leggere coi suoi occhi, senza lenti. Provò allora a leggere quella del giorno successivo, ma non ci riuscì.
Alberto Pascucci, presidente del Consiglio provinciale, ha voluto sottolineare ancora l'importanza di veicolare un messaggio cattolico anche attraverso i vip che comunque hanno un ascendente sulla gente. "Per questo non volevo mancare a questa iniziativa organizzata da Bugli e che la provincia ha accolto perché è nel solco di una politica che vuole sottolineare ciò che accade nella nostra società. E Massimo ha sempre un occhio vigile e attento sul sociale."
"Noi abbiamo un bilancio modesto - ha proseguito Pascucci - circa 1.200 miliardi contro i 25.000 e oltre di Comune e Regione, ma nonostante questo facciamo molto per queste iniziative, più di chi può permettersi di più. E in questo ci auguriamo che la Provincia sia di stimolo per le altre Istituzioni."
Inevitabile la replica di Massimo Bugli che, orgoglioso del successo della Provincia definita dalla stampa 'un punto di riferimento per la cultura', ha ringraziato pubblicamente Pascucci dichiarando. "Senza l'appoggio di Alberto non avrei potuto fare tutto questo. Per lui sono stato un vice molto irrequieto e rompiscatole, ma lui mi ha sempre difeso e sostenuto, come un fratello maggiore."
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"Il libro su Padre Pio non l'ho scritto io - ha esordito don Santino - l'ha scritto lui! 48 intervistati in due mesi è mezzo, è possibile?, no! In un solo giorno sono arrivato ad intervistare otto persone. Io sono un prete e un giornalista, ma prima sono un prete e un prete non deve mai mettersi in cattedra, deve mischiarsi con tutti, deve confessare tutti, non deve mai negare l'assoluzione a nessuno. In trent'anni nessun peccato è rimasto inconfessato. Mi sono fatto prete non per andare in televisione, ma per portare la parola di Dio a tutti. Il Signore disse a San Paolo: "Ti basti la mia Grazia", io sono un uomo con le mie tentazioni, le devo avere, però mi aggrappo all'ortodossia del trascendente cattolico. Prima sono un prete, poi il resto".
La scelta di cercare il suo gregge proprio tra i 'vip' l'ha spiegata così: "Il mio incontro con il mondo dello spettacolo fu casuale, ma forse destinato. Ero inviato per Radio Vaticana ad una premiazione, era tra il '78 e il '79, quando ho incontrato Pasquale Festa Campanile che mi ha chiesto se avevo esperienza cinematografica. Ne avevo, così sceneggiammo "Il ladrone" e da allora ho continuato a fare molte cose nello spettacolo.".
La presentazione del libro di don Spartà si è conclusa con la performance di Toni Santagata che ha intonato un passo dell'opera che ha scritto proprio per la santificazione di Padre Pio cui è devoto fin dalla gioventù.