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Il libro di don
Santino Spartà presentato a palazzo Valentini
"Vip devoti di Padre Pio"
Massimo Bugli: "E' il Santo che è
riuscito a toccare il cuore di tutti"
L'Aula consiliare della Provincia
di Roma ha ospitato, mercoledì 12 febbraio, la presentazione di un libro
dedicato a Padre Pio, l'uomo santificato dai fedeli prima che dalla
Chiesa, amato e insieme temuto. Il libro a lui dedicato è quello scritto
da don Santino Spartà, un prete dei giorni nostri di cui, nel bene e nel
male, si fa un gran parlare. Il testo racconta 48 interviste fatte a
personaggi famosi nel mondo dello spettacolo sul frate di Pietrelcina.
Sara Iannone ha introdotto i relatori ringraziando, prima di tutti, don
Santino Spartà "per aver scritto questo libro che raccoglie la
testimonianza di tanti 'vip' sul messaggio di Padre Pio".
Un grazie particolare, poi, è
andato ad Alberto Pascucci, presidente del Consiglio provinciale, e a
Massimo Bugli, vicepresidente, "per la sensibilità che ha sempre
dimostrato verso questo tipo di iniziative e perché grazie a lui è stato
possibile ottenere il patrocinio di Palazzo Valentini e organizzare la
presentazione del libro di don Santino in quest'Aula consiliare".
"Vedere che siete così numerosi,
come sempre in queste occasioni, - ha detto Massimo Bugli - conferma che
promuovere iniziative culturali è sempre una scelta giusta. Non solo
convegni, tavole rotonde e seminari, ma anche, e soprattutto, eventi che
valorizzino la nostra letteratura, la nostra poesia, il nostro teatro, la
nostra pittura, …la nostra cultura."
"In quattro anni abbiamo presentato almeno una quarantina di libri." ha
continuato Bugli "Perché la scelta di un Padre Pio letto da don Santino
attraverso le testimonianze dei vip? Perché Padre Pio è indubbiamente un
santo che è riuscito a toccare il cuore di tutti, anche di quelle persone
che mai si penserebbe che dedicassero una parte della propria giornata
alla preghiera. Un esempio emblematico di queste emozioni, per me è stato
Signori, il calciatore: in una circostanza in cui si parlava di varie cose
mi disse che Padre Pio è la cosa a cui tiene di più nella sua vita."
A questo punto prende la parola Francesca Chieco, consigliere per An nel
XVII Municipio, da sempre impegnata nel mondo nella cultura, ma,
soprattutto, ex alunna di don Santino. "Andavo a scuola dalle suore - ha
raccontato - e don Santino era nostro insegnante e confessore. Seguivamo
sempre con piacere la messa che celebrava ogni mattina alle 11, perché le
sue predice erano diverse, di grande spessore e spesso, nella mia vita,
hanno condizionato molte scelte importanti. Della sua attività di
scrittore voglio dire, prima di tutto, che tutti i proventi di tutti i
suoi libri vanno sempre in beneficenza. Al suo modo di agire tanto
contestato, poi, sono abituata da sempre, e lo difendo perché consente di
far arrivare il messaggio cristiano a chi, diversamente, non ne sarebbe
mai raggiunto."
"Parlare con i vip - ha sottolineato Chieco - no è piaggeria, ma il suo
metodo di comunicazione, quello che ritiene più efficace nel mondo
moderno".
Dello stesso tenore sono state le parole di Maria Giovanna Elmi,
intervistata da don Santino su Padre Pio: "Don Santino ha coraggio, ha
lanciato una sfida. La scelta di questi personaggi risponde all'esigenza
della gente di conoscere il pensiero, in questo caso su Padre Pio, di
tutte quelle persone che non conoscono direttamente, ma che ogni giorno
entrano nelle loro case attraverso i media." "la nostra non è una difesa -
ha concluso la Elmi rivolgendosi direttamente a don Santino - ma un
contributo perché ti si capisca".
Augusto Giordano, ormai storica voce del Gr2, dopo aver rivolto un saluto
a Franz Maria Dasaro, maestro venerato per tutti i giornalisti che hanno
avuto la fortuna di lavorare con lui, Giordano compreso, ha raccontato ai
presenti il 'suo' don Santino: "Definirlo confessore dei vip è riduttivo.
Nel suo libro racconta chi sono veramente queste persone, che mostrano il
fondoschiena in televisione e vivono in un mondo frivolo, quando parlano
di Dio, quando parlano di Padre Pio. Queste stesse persone, a noi
giornalisti, non avrebbero mai risposto come hanno fatto con don Santino,
con la stessa sincerità. E non cercavano certo celebrità: nel libro non ci
sono fotografie. E' importante questa nuova Chiesa che don Santino e altri
vogliono offrire e che molti contestano". E tra i racconti di Augusto
Giordano non è mancata una sua esperienza col Santo di Pietrelcina. Ha
ricordato un giorno d'estate quando, partendo per Sabaudia, portò con sé
il libro delle preghiere di giorno in giorno di Padre Pio, ma dimenticò
gli occhiali. La mattina però, aprendo ugualmente la preghiera del giorno
si accorse di poterla leggere coi suoi occhi, senza lenti. Provò allora a
leggere quella del giorno successivo, ma non ci riuscì.
Alberto Pascucci, presidente del
Consiglio provinciale, ha voluto sottolineare ancora l'importanza di
veicolare un messaggio cattolico anche attraverso i vip che comunque hanno
un ascendente sulla gente. "Per questo non volevo mancare a questa
iniziativa organizzata da Bugli e che la provincia ha accolto perché è nel
solco di una politica che vuole sottolineare ciò che accade nella nostra
società. E Massimo ha sempre un occhio vigile e attento sul sociale."
"Noi abbiamo un bilancio modesto - ha proseguito Pascucci - circa 1.200
miliardi contro i 25.000 e oltre di Comune e Regione, ma nonostante questo
facciamo molto per queste iniziative, più di chi può permettersi di più. E
in questo ci auguriamo che la Provincia sia di stimolo per le altre
Istituzioni."
Inevitabile la replica di Massimo Bugli che, orgoglioso del successo della
Provincia definita dalla stampa 'un punto di riferimento per la cultura',
ha ringraziato pubblicamente Pascucci dichiarando. "Senza l'appoggio di
Alberto non avrei potuto fare tutto questo. Per lui sono stato un vice
molto irrequieto e rompiscatole, ma lui mi ha sempre difeso e sostenuto,
come un fratello maggiore.".
"Il libro su Padre Pio non l'ho scritto io - ha esordito don Santino -
l'ha scritto lui! 48 intervistati in due mesi è mezzo, è possibile?, no!
In un solo giorno sono arrivato ad intervistare otto persone. Io sono un
prete e un giornalista, ma prima sono un prete e un prete non deve mai
mettersi in cattedra, deve mischiarsi con tutti, deve confessare tutti,
non deve mai negare l'assoluzione a nessuno. In trent'anni nessun peccato
è rimasto inconfessato. Mi sono fatto prete non per andare in televisione,
ma per portare la parola di Dio a tutti. Il Signore disse a San Paolo: "Ti
basti la mia Grazia", io sono un uomo con le mie tentazioni, le devo
avere, però mi aggrappo all'ortodossia del trascendente cattolico. Prima
sono un prete, poi il resto".
La scelta di cercare il suo gregge proprio tra i 'vip' l'ha spiegata così:
"Il mio incontro con il mondo dello spettacolo fu casuale, ma forse
destinato. Ero inviato per Radio Vaticana ad una premiazione, era tra il
'78 e il '79, quando ho incontrato Pasquale Festa Campanile che mi ha
chiesto se avevo esperienza cinematografica. Ne avevo, così sceneggiammo
"Il ladrone" e da allora ho continuato a fare molte cose nello
spettacolo.".
La presentazione del libro di don Spartà si è conclusa con la performance
di Toni Santagata che ha intonato un passo dell'opera che ha scritto
proprio per la santificazione di Padre Pio cui è devoto fin dalla
gioventù.
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