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12/11/1999

IL GIORNALE D'ITALIA

A colloquio con il vice presidente del Consiglio provinciale di Roma
Una  scuola  per  tutti
Bugli: "Assicurare l'istruzione anche ai ragazzi disabili"

Chi deve assistere i ragazzi disabili che vanno alle scuole superiori? Partendo da questo interrogativo, Massimo Bugli (An), vice presidente del Consiglio provinciale, si è reso promotore di una importante iniziativa per risolvere il grave problema che affligge tutte quelle famiglie che hanno un figlio disabile che vorrebbe e potrebbe continuare gli studi, anche fino al conseguimento di una laurea. "Si tratta di ragazzi che possono sperare in un futuro da cittadini autosufficienti - ha detto Bugli in un'intervista rilasciata al Giornale d'Italia - capaci di mantenersi lavorando e di contribuire, con un'intelligenza ed una creatività spesso superiore alla media, a far crescere e migliorare la nostra società". Molti di questi ragazzi, infatti, non possono frequentare la scuola perché hanno difficoltà motorie, hanno bisogno di essere aiutati a prendere appunti devo- no usare computer speciali per scrivere, per fare i compiti in classe o anche per comunicare. Devono essere accompagnati in bagno, aiutati ad entrare e uscire p dalle aule e in certi casi necessitano di particolari cure sanitarie. Ma la loro grande forza è l'intelligenza che, se sfruttata nel modo giusto, può dare grandi risultati in tutti i campi, permettendo di raggiungere ogni tipo di traguardo e soprattutto di lavorare. In alcuni istituti,- per consentire a questi giovani di frequentare, i presidi accettano la presenza delle mamme che, con immensi sacrifici e con l'aiuto dei compagni di classe e degli stessi insegnanti, si sostituiscono alle istituzioni completamente assenti. Nelle scuole inferiori operano gli insegnanti di sostegno e gli assistenti specializzati gestiti dal Comune, ma alle superiori questi ragazzi sono completamente abbandonati.
Perché fino ad oggi, non si è mai fatto niente?
"Le scuole materne, le elementari e le medie inferiori sono gestite dai Comuni che hanno strutture specializzate per 
l'assistenza ai disabili, mentre le superiori, che prima della riforma erano divise in licei statali e istituti tecnici provinciali ora sono tutte di pertinenza provinciale".
Tanto per cambiare ci troviamo di fronte al solito problema delle competenze. E allora che cosa pensa di fare?
"Quando ho sottoposto il problema in Consiglio,mi sono sentito rispondere che non risulta alcun atto con il quale l'amministrazione di Palazzo Valentini venga investita di questo compito. Ma il problema esiste, le scuole medie superiori sono di nostra competenza, perciò siamo noi che ce ne dobbiamo occupare ".Esiste già un progetto per realizzare un sistema di assistenza adeguato?
"Stiamo studiando diverse possibilità. Per risolvere il problema, non servono gli insegnanti di sostegno ma un'assistenza particolare che deve essere affidata a personale specializzato. Dobbiamo valutare se sia il caso di realizzare una struttura interna all'amministrazione, individuando il personale da forma re, oppure i indire una gara per affidare l'assistenza in appalto a strutture specializzate o magari entrambe le cose".
Le famiglie possono sperare di vede re realizzato un servizio efficiente in tempi utili per l'iscrizione dei figli al l'anno scolastico 2000/2001?
"Una volta individuato ed approvato il progetto, i tempi di realizzazione saranno brevissimi ".
Il ruolo determinante della famiglia è una delle questioni prioritarie nella politica di questa Giunta di Palazzo Valentini. Una centralità che si evince anche dalla manovra di assestamento di bilancio, varata dal governo poche settimane fa: almeno una ventina di voci su settantasei riguardano le principali problemati che della famiglia e della maternità. Di versi miliardi di lire sono stati stanziati per interventi e progetti in favore dei giovani, dei disabili, dei bambini, degli anziani e delle mamrne sole.

Francesca Zema