Chi deve assistere i ragazzi disabili che vanno alle scuole superiori? Partendo da questo interrogativo, Massimo Bugli (An), vice presidente del Consiglio
provinciale, si è reso promotore di una importante iniziativa per risolvere il grave problema che affligge tutte quelle
famiglie che hanno un figlio disabile che vorrebbe e potrebbe continuare gli studi,
anche fino al conseguimento di una laurea. "Si tratta di ragazzi che possono
sperare in un futuro da cittadini autosufficienti - ha detto Bugli in un'intervista
rilasciata al Giornale d'Italia - capaci di mantenersi lavorando e di contribuire, con un'intelligenza ed una creatività spesso superiore alla media, a far
crescere e migliorare la nostra società". Molti di questi ragazzi, infatti, non possono frequentare la scuola perché hanno difficoltà motorie, hanno bisogno di essere aiutati a prendere appunti devo- no usare computer speciali per scrivere, per fare i compiti in classe o anche per comunicare. Devono essere
accompagnati in bagno, aiutati ad entrare e uscire p dalle aule e in certi casi necessitano di particolari cure sanitarie. Ma la loro
grande forza è l'intelligenza che, se sfruttata nel modo giusto, può dare
grandi risultati in tutti i campi, permettendo di raggiungere ogni tipo di traguardo e soprattutto di lavorare. In alcuni istituti,- per consentire a
questi giovani di frequentare, i presidi accettano la presenza delle mamme che, con immensi sacrifici e con l'aiuto dei
compagni di classe e degli stessi insegnanti, si sostituiscono alle istituzioni
completamente assenti. Nelle scuole inferiori operano gli insegnanti di sostegno e gli
assistenti specializzati gestiti dal Comune, ma alle superiori questi ragazzi sono completamente abbandonati.
Perché fino ad oggi, non si è mai fatto niente?
"Le scuole materne, le elementari e le medie inferiori sono gestite dai Comuni che hanno strutture specializzate per |
l'assistenza ai disabili, mentre le
superiori, che prima della riforma erano divise in licei statali e istituti tecnici
provinciali ora sono tutte di pertinenza provinciale".
Tanto per cambiare ci troviamo di fronte al solito problema delle
competenze. E allora che cosa pensa di fare?
"Quando ho sottoposto il problema in Consiglio,mi sono sentito rispondere che non risulta alcun atto con il quale
l'amministrazione di Palazzo Valentini venga investita di questo compito. Ma
il problema esiste, le scuole medie superiori sono di nostra competenza, perciò siamo noi
che ce ne dobbiamo occupare ".Esiste già un progetto per realizzare un sistema di assistenza adeguato?
"Stiamo studiando diverse possibilità. Per risolvere il problema, non servono gli insegnanti di sostegno ma
un'assistenza particolare che deve essere affidata a personale specializzato.
Dobbiamo valutare se sia il caso di realizzare una struttura interna
all'amministrazione, individuando il personale da forma re, oppure i
indire una gara per affidare l'assistenza in appalto a strutture
specializzate o magari entrambe le cose".
Le famiglie possono sperare di vede re realizzato un servizio
efficiente in tempi utili per l'iscrizione dei figli al l'anno scolastico
2000/2001?
"Una volta individuato ed approvato il progetto, i tempi di realizzazione
saranno brevissimi ".
Il ruolo determinante della famiglia è una delle questioni prioritarie nella
politica di questa Giunta di Palazzo Valentini. Una centralità che si evince anche dalla manovra di assestamento di
bilancio, varata dal governo poche settimane fa: almeno una ventina di voci su
settantasei riguardano le principali problemati che della famiglia e della maternità.
Di versi miliardi di lire sono stati stanziati per interventi e progetti in favore dei
giovani, dei disabili, dei bambini, degli anziani e delle mamrne sole.
Francesca Zema
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