
di ALESSANDRA
ZAVATTA
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L'oasi di Tor
Paterno con le sue aquile marine verrà presentata
alla giornata internazionale dell’ambiente a
Bangkok il prossimo novembre. Duemila turisti a
fotografare le aquile di mare, i piccoli squali
tornati a nuotare
a Ostia. Il boom di
visitatori registrato nell’area marina protetta
delle Secche di Tor Paterno ha spinto l’ente di
gestione RomaNatura ha rinnovare per l’estate 2005
l’iniziativa dei battelli che accompagnano i
turisti a caccia di fotografie degli squali. Nel
frattempo è in corso l’operazione di gemellaggio
tra il parco marino di Ostia e il parco montano
del Brenta, in Trentino Alto Adige. Gli studenti
lidensi andranno sulle Dolomiti ad osservare da
vicino gli orsi e i ragazzi trentini sbarcheranno
sulla spiaggia di Roma per ammirare le aquile di
mare. Un pesce cartilagineo parente degli squali e
delle grandi mante avvistato negli ultimi giorni
con grande frequenza dai subacquei in immersione
nelle Secche di Tor Paterno. Il pesce
caratterizzato dalla forma del disco, più largo
che lungo può raggiungere la larghezza di due
metri. Diffusi specialmente nei mari caldi, ma
noti anche in quelli temperati, Mediterraneo
compreso, questi animali sono chiamati Aquile di
Mare, perché pur trattenendosi spesso sul fondo,
nuotano frequentemente verso la superficie e,
grazie alla potenza delle loro ampie pinne
pettorali, riescono talvolta a slanciarsi fuori
dall’acqua. Ma niente paura: gli squali di Ostia
si nutrono di molluschi frugando con il muso nel
fango dei fondali e triturandoli con le potenti
mascelle. Più che predatori pericolosi, gli squali
lidensi sono vittime frequente delle reti a
strascico e dei fucili dei pescatori subacquei,
dai quali vengono facilmente catturati a causa del
loro atteggiamento confidente con l’uomo. «Il
ritorno dell’aquila di mare, ma anche dei pesci
luna e dei delfini - sottolineano Massimo Bugli,
presidente di RomaNatura e Luigi Celori,
presidente della commissione regionale Ambiente -
testimonia le condizioni di tranquillità che si
sono ricreate a Tor Paterno, grazie alle misure di
tutela messe in atto dal Ministero dell’Ambiente e
dalla Regione Lazio che hanno provveduto alla
perimetrazione delle area marina e alla
introduzione di quattro boe elettroniche che
segnalano l’intrusione di mezzi e uomini». |
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