Il Tempo - 5 settembre 2004

 

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di ALESSANDRA ZAVATTA
 
L'oasi di Tor Paterno con le sue aquile marine verrà presentata alla giornata internazionale dell’ambiente a Bangkok il prossimo novembre. Duemila turisti a fotografare le aquile di mare, i piccoli squali tornati a nuotare a Ostia. Il boom di visitatori registrato nell’area marina protetta delle Secche di Tor Paterno ha spinto l’ente di gestione RomaNatura ha rinnovare per l’estate 2005 l’iniziativa dei battelli che accompagnano i turisti a caccia di fotografie degli squali. Nel frattempo è in corso l’operazione di gemellaggio tra il parco marino di Ostia e il parco montano del Brenta, in Trentino Alto Adige. Gli studenti lidensi andranno sulle Dolomiti ad osservare da vicino gli orsi e i ragazzi trentini sbarcheranno sulla spiaggia di Roma per ammirare le aquile di mare. Un pesce cartilagineo parente degli squali e delle grandi mante avvistato negli ultimi giorni con grande frequenza dai subacquei in immersione nelle Secche di Tor Paterno. Il pesce caratterizzato dalla forma del disco, più largo che lungo può raggiungere la larghezza di due metri. Diffusi specialmente nei mari caldi, ma noti anche in quelli temperati, Mediterraneo compreso, questi animali sono chiamati Aquile di Mare, perché pur trattenendosi spesso sul fondo, nuotano frequentemente verso la superficie e, grazie alla potenza delle loro ampie pinne pettorali, riescono talvolta a slanciarsi fuori dall’acqua. Ma niente paura: gli squali di Ostia si nutrono di molluschi frugando con il muso nel fango dei fondali e triturandoli con le potenti mascelle. Più che predatori pericolosi, gli squali lidensi sono vittime frequente delle reti a strascico e dei fucili dei pescatori subacquei, dai quali vengono facilmente catturati a causa del loro atteggiamento confidente con l’uomo. «Il ritorno dell’aquila di mare, ma anche dei pesci luna e dei delfini - sottolineano Massimo Bugli, presidente di RomaNatura e Luigi Celori, presidente della commissione regionale Ambiente - testimonia le condizioni di tranquillità che si sono ricreate a Tor Paterno, grazie alle misure di tutela messe in atto dal Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Lazio che hanno provveduto alla perimetrazione delle area marina e alla introduzione di quattro boe elettroniche che segnalano l’intrusione di mezzi e uomini».