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Presentato alla Provincia di Roma
un libro di fotografie sul poeta dei "Cantos" curato da Antonio Pantano
Nel mondo di Ezra Pound
Le
profetiche intuizioni politiche di un grande letterato
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di
GIOSITA VARRIALE
POETA, musicista,
scopritore di talenti, artista, letterato anche in ideogrammi P cinesi
per la sua conoscenza di Confucio, "economista" e «suggeritore» di
governanti. Tutto questo ed altro ancora fu Ezra Pound.
A rivelarlo un libro a lui dedicato dal titolo Rendi forti i vecchi
sogni (Enzo Papi editore, 2001 pp. 63) presentato a Palazzo Valentini
a trent'anni dalla scomparsa del grande poeta americano. Alla
presentazione, organizzata dalla. Presidenza del Consiglio
provinciale, sono intervenuti oltre allo scrittore e giornalista
Antonio Pantano, presidente dell'Istituto di studi poundiani e
curatore dei testi e della cronologia, Teodoro Buontempo, Giampiero
Rubei - organizzatore dei Festival internazionale del jazz, Giacinto
Auriti, docente universitario, Romano Mussolini, lo scrittore Stanis
Nievo, i giornalisti Franz Maria D'Asaro e Claudio Quarantotto. Si è
voluto così ricordare il grande artista, un vero maestro, un genio
incompreso, quasi sconosciuto.
Ha presenziato Giulio Maceratini,
coordinatore il vicepresidente
del Consiglio della Provincia di Roma e promotore dell'iniziativa,
Massimo Bugli che ha introdotto l'incontro con uno degli aforismi più
celebri del poeta: «Se un uomo non è disposto a rischiare per le
proprie idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente
lui».
Presenti inoltre, Donna Assunta Almirante, Gino Agnese e la
cantante Pat Starke.
Il volume, pubblicato in occasione della mostra allestita nel mese di
gennaio di quest'anno al Teatro Marrucino di Chieti, è una raccolta di
fotografie scattate da Vittorugo Contino negli ultimi sei anni di vita
di Ezra Pound.
Un catalogo in cui l'autore dei testi, Antonio Pantano, traccia il
profilo dell'artista, non solo dal punto di vista letterario, ma
fornendo anche una visione complessiva del suo impegno nell'indagare
costantemente gli accadimenti sociali, economici e storici del suo
tempo.
La stessa cronologia offerta nel libro non basta a far comprendere la
sua figura di uomo; i pochi che ne parlano sul piano letterario, in
Italia e all'estero, nascondono volutamente la portata delle
intuizioni e delle scoperte del poeta, nato negli Stati Uniti
d'America, ma «nell'anima e nello spirito, figlio della grande cultura
universale».
«Tra le innumerevoli enunciazioni di Pound - scrive Pantano - la
fondamentale riguarda un |

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concetto di ordine
(apparentemente) pratico. Pound si avvide che da tre secoli il sistema
monetario non coinvolge e riguarda i cittadini, cioè gli individui che
sono alla base e rappresentati dagli Stati, ma è gestito da una
ristretta casta di individui padroni del sistema delle banche centrali
e del circuito delle maggiori banche. Sfruttatori dell'Università
asservita a consolidati criteri, continuati nei secoli, basati sul
monopolio della circolazione moneta- ria e delle fonti di produzione
energetica (la moneta è una di queste)». Nel giudicare fittizi i
valori attribuiti periodicamente alle monete, come oggi accade con
l'curo (imposta da banchieri estranei agli Stati interessati agli
europei, attraverso la complicità e la subordinazione del potere
politico), Pound anticipò lo scenario attuale, minacciato dalla crisi
dell'economia mondiale, dall'involuzione e dal regresso. In
particolare, ebbe l'intuizione che dopo la crisi economica del 1929, i
gestori della politica statunitense avevano creato un piano di ripresa
industriale, basato sulla trasformazione delle materie prime fonda-
mentali e sulla produzione bellica, tutto fornito ai maggiori paesi
mondiali con condizioni di pagamento e crediti differenziati a lungo
termine. Pratica consolidata anche nel primo dopoguerra, quando
Mussolini fu costretto a pagare, in quindici anni, il |
risarcimento agli Usa
per la loropartecipazione alla prima guerra mondiale. Pound previde
anche, in anticipo di due mesi, la formale spartizione della Polonia
da parte di Germania ed Unione Sovietica e, a pro rie spese. tornò in
patria per p tentare di dissuadere F. D. Roosevelt dai propositi di
guerra. Non ci riuscì. Accusato di tradimento e, giudicato un folle,
fu rinchiuso per undici anni in un manicomio criminale per aver
esposto liberamente le proprie idee, smascherando i monopolisti della
finanza e gli usurpatori della sovranità monetaria, i veri burattinai
della politica. Da qui la definizione poundiana: «I politici sono i
camerieri dei banchieri». Come Dante, Pound fu «nemico in Patria» e
condannato all'esilio. li poeta fiorentino da sette secoli riposa
lontano dalla terra natia, Pound è a Venezia, dove fu sepolto con un
funerale solitario, accompagnato solo da un politico italiano come
Pino Romualdi. Perché nella terra di Pound «i classici non circolano
più» e la «parola veniva tradita». Il «Mi- glior fabbro», secondo
Eliot un poeta rivelatore di lontani orizzonti che «ha creato con le
idee e l'opera la vera rivoluzione dei tempi moderni». La sua fu,
dunque, un'azione profetica, unita - secondo Pantano - a «verità
incomprensibili alla mente umana o non comprese nell'esatto
significato», che volle rivelare all'Umanità con grande sacrificio e
sforzo. |
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