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24/11/2001

Secolo d'Italia

Presentato alla Provincia di Roma un libro di fotografie sul poeta dei "Cantos" curato da Antonio Pantano
Nel mondo di Ezra Pound
Le profetiche intuizioni politiche di un grande letterato
 

di GIOSITA VARRIALE

POETA, musicista, scopritore di talenti, artista, letterato anche in ideogrammi P cinesi per la sua conoscenza di Confucio, "economista" e «suggeritore» di governanti. Tutto questo ed altro ancora fu Ezra Pound.
A rivelarlo un libro a lui dedicato dal titolo Rendi forti i vecchi sogni (Enzo Papi editore, 2001 pp. 63) presentato a Palazzo Valentini a trent'anni dalla scomparsa del grande poeta americano. Alla presentazione, organizzata dalla. Presidenza del Consiglio provinciale, sono intervenuti oltre allo scrittore e giornalista Antonio Pantano, presidente dell'Istituto di studi poundiani e curatore dei testi e della cronologia, Teodoro Buontempo, Giampiero Rubei - organizzatore dei Festival internazionale del jazz, Giacinto Auriti, docente universitario, Romano Mussolini, lo scrittore Stanis Nievo, i giornalisti Franz Maria D'Asaro e Claudio Quarantotto. Si è voluto così ricordare il grande artista, un vero maestro, un genio incompreso, quasi sconosciuto.
Ha presenziato Giulio Maceratini, coordinatore il vicepresidente del Consiglio della Provincia di Roma e promotore dell'iniziativa, Massimo Bugli che ha introdotto l'incontro con uno degli aforismi più celebri del poeta: «Se un uomo non è disposto a rischiare per le proprie idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui».
Presenti inoltre, Donna Assunta Almirante, Gino Agnese e la cantante Pat Starke.
Il volume, pubblicato in occasione della mostra allestita nel mese di gennaio di quest'anno al Teatro Marrucino di Chieti, è una raccolta di fotografie scattate da Vittorugo Contino negli ultimi sei anni di vita di Ezra Pound.
Un catalogo in cui l'autore dei testi, Antonio Pantano, traccia il profilo dell'artista, non solo dal punto di vista letterario, ma fornendo anche una visione complessiva del suo impegno nell'indagare costantemente gli accadimenti sociali, economici e storici del suo tempo.
La stessa cronologia offerta nel libro non basta a far comprendere la sua figura di uomo; i pochi che ne parlano sul piano letterario, in Italia e all'estero, nascondono volutamente la portata delle intuizioni e delle scoperte del poeta, nato negli Stati Uniti d'America, ma «nell'anima e nello spirito, figlio della grande cultura universale».
«Tra le innumerevoli enunciazioni di Pound - scrive Pantano - la fondamentale riguarda un


 

concetto di ordine (apparentemente) pratico. Pound si avvide che da tre secoli il sistema monetario non coinvolge e riguarda i cittadini, cioè gli individui che sono alla base e rappresentati dagli Stati, ma è gestito da una ristretta casta di individui padroni del sistema delle banche centrali e del circuito delle maggiori banche. Sfruttatori dell'Università asservita a consolidati criteri, continuati nei secoli, basati sul monopolio della circolazione moneta- ria e delle fonti di produzione energetica (la moneta è una di queste)». Nel giudicare fittizi i valori attribuiti periodicamente alle monete, come oggi accade con l'curo (imposta da banchieri estranei agli Stati interessati agli europei, attraverso la complicità e la subordinazione del potere politico), Pound anticipò lo scenario attuale, minacciato dalla crisi dell'economia mondiale, dall'involuzione e dal regresso. In particolare, ebbe l'intuizione che dopo la crisi economica del 1929, i gestori della politica statunitense avevano creato un piano di ripresa industriale, basato sulla trasformazione delle materie prime fonda- mentali e sulla produzione bellica, tutto fornito ai maggiori paesi mondiali con condizioni di pagamento e crediti differenziati a lungo termine. Pratica consolidata anche nel primo dopoguerra, quando Mussolini fu costretto a pagare, in quindici anni, il risarcimento agli Usa per la loropartecipazione alla prima guerra mondiale. Pound previde anche, in anticipo di due mesi, la formale spartizione della Polonia da parte di Germania ed Unione Sovietica e, a pro rie spese. tornò in patria per p tentare di dissuadere F. D. Roosevelt dai propositi di guerra. Non ci riuscì. Accusato di tradimento e, giudicato un folle, fu rinchiuso per undici anni in un manicomio criminale per aver esposto liberamente le proprie idee, smascherando i monopolisti della finanza e gli usurpatori della sovranità monetaria, i veri burattinai della politica. Da qui la definizione poundiana: «I politici sono i camerieri dei banchieri». Come Dante, Pound fu «nemico in Patria» e condannato all'esilio. li poeta fiorentino da sette secoli riposa lontano dalla terra natia, Pound è a Venezia, dove fu sepolto con un funerale solitario, accompagnato solo da un politico italiano come Pino Romualdi. Perché nella terra di Pound «i classici non circolano più» e la «parola veniva tradita». Il «Mi- glior fabbro», secondo Eliot un poeta rivelatore di lontani orizzonti che «ha creato con le idee e l'opera la vera rivoluzione dei tempi moderni». La sua fu, dunque, un'azione profetica, unita - secondo Pantano - a «verità incomprensibili alla mente umana o non comprese nell'esatto significato», che volle rivelare all'Umanità con grande sacrificio e sforzo.