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Crisi dell'economia
mondiale, involuzione e non evoluzione, regresso. Una triste realtà
odierna che il poeta americano Ezra Pound aveva previsto da anni. la
sua tremenda preveggenza e profezia è stata ricordata nell'Aula
consiliare di Patazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, a
trent'anni dalla morte del grande poeta americano. Per l'occasione
la Presidenza dei Consigliò provinciale di Roma ha presentato il
libro 'Rendi forti i vecchi sogni', dedicato a Pound. Si tratta di
una raccolta di fotografie, scattate da Vittorugo Contino, negli
ultimi sei anni dì vita di Ezra Pound. Di più: il libro tenta di
delineare la figura dell'artista non solo dal punto di vista
letterario, ma fornendo una visione complessiva dei suo impegno
nell'indagare costantemente gli accadimenti sociali, economici e
storici del suo tempo. I testi e la cronologia sono a cura dello
scrittore e giornalista Antonio Pantano, presidente dell'Istituto di
studi poundiani. Pound, come è emerso durante l'incontro, nella sua
creazione poetica è stato un rivoluzionario. |
Al punto che lo
scrittore Ernest Hemingway disse: 'io ho insegnato a tirare di boxe
a Pound, lui mi ha insegnato quello che si deve e non si deve
scrivere'. E ancora: Eliot lo ha definito 'il miglior fabbro'.
Insomma, tutti d'accordo nel definire Ezra Pound un grande artista,
un vero maestro, ma un genio incompreso, o meglio, quasi sconosciuto
malgrado la sua grandezza. A
coordinare la presentazione del libro è stato Massimo Bugli, vice
Presidente dei Consiglio della Provincia di Roma e promotore
dell'iniziativa, che ha ricordato uno degli aforismi più celebri dei
poeta: "Se un uomo non è disposto a rischiare per le proprie idee, o
le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui". E
ancora: "Come mi sono trovato in manicomio? Piuttosto male, ma in
quale altro posto si poteva vivere in America?". Numerosi gli
intervenuti: il deputato Teodoro Buontempo; l'organizzatore del
Festival internazionale dei Jazz, Giampiero Rubei; il docente
universitario Giacinto Auriti; i giornalisti Franz Maria D'Asaro e
Claudio Quarantotto; il musicista Romano Mussolini; lo scrittore
Stanis Nievo. |