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26/11/2001

L I N E A 

Involuzione e non evoluzione del sistema globale
Ezra Pound aveva previsto la crisi dell'economia
A 30 anni dalla morte la Provincia di Roma ricorda
il grande artista con un libro fotografico

Crisi dell'economia mondiale, involuzione e non evoluzione, regresso. Una triste realtà odierna che il poeta americano Ezra Pound aveva previsto da anni. la sua tremenda preveggenza e profezia è stata ricordata nell'Aula consiliare di Patazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, a trent'anni dalla morte del grande poeta americano. Per l'occasione la Presidenza dei Consigliò provinciale di Roma ha presentato il libro 'Rendi forti i vecchi sogni', dedicato a Pound. Si tratta di una raccolta di fotografie, scattate da Vittorugo Contino, negli ultimi sei anni dì vita di Ezra Pound. Di più: il libro tenta di delineare la figura dell'artista non solo dal punto di vista letterario, ma fornendo una visione complessiva dei suo impegno nell'indagare costantemente gli accadimenti sociali, economici e storici del suo tempo. I testi e la cronologia sono a cura dello scrittore e giornalista Antonio Pantano, presidente dell'Istituto di studi poundiani. Pound, come è emerso durante l'incontro, nella sua creazione poetica è stato un rivoluzionario. Al punto che lo scrittore Ernest Hemingway disse: 'io ho insegnato a tirare di boxe a Pound, lui mi ha insegnato quello che si deve e non si deve scrivere'. E ancora: Eliot lo ha definito 'il miglior fabbro'. Insomma, tutti d'accordo nel definire Ezra Pound un grande artista, un vero maestro, ma un genio incompreso, o meglio, quasi sconosciuto malgrado la sua grandezza. A coordinare la presentazione del libro è stato Massimo Bugli, vice Presidente dei Consiglio della Provincia di Roma e promotore dell'iniziativa, che ha ricordato uno degli aforismi più celebri dei poeta: "Se un uomo non è disposto a rischiare per le proprie idee, o le sue idee non valgono niente, o non vale niente lui". E ancora: "Come mi sono trovato in manicomio? Piuttosto male, ma in quale altro posto si poteva vivere in America?". Numerosi gli intervenuti: il deputato Teodoro Buontempo; l'organizzatore del Festival internazionale dei Jazz, Giampiero Rubei; il docente universitario Giacinto Auriti; i giornalisti Franz Maria D'Asaro e Claudio Quarantotto; il musicista Romano Mussolini; lo scrittore Stanis Nievo.