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24/11/2001

Il Giornale

Palazzo Valentini ricorda Pound
Alla Provincia presentato un libro di foto sul poeta

STEFANIA DI VETTA

Quando si rivedranno le carte della storia moderna a Ezra Pound potrebbe venir assegnato persino un premio Nobel per la letteratura. Pound, tra i più grandi poeti in assoluto, di intonazione fascista, pagò la sua vicinanza al Regime con un prccesso che lo condannò alla dannazione eterna. A trent'anni dalla sua morte Massimo Bugli, vicepresidente del Consiglio provinciale, ha presentato a Palazzo Valentini un libro fotografico dal titolo "Rendi forti i vecchi sogni", cura- to da Vittorugo Contino e Antonio Pantano, per le edizioni Enzo Papi. Ezra Pound, come è emerso durante l'incontro, nella sua creazione poetica è stato un rivoluzionario. Gli autori cercano di delineare la fìgura dell'artista non solo dal punto di vista letterario, ma fornendo una visione complessiva del suo impegno nell'indagare con costanza gli accadimenti sociali, economici e storici dei suo tempo. Ammirato dai suoi colleghi americani tanto che Hemingway disse-. «Ho insegnato a Pound a tirare di boxe e lui mi ha insegnato quello che si deve e quello che non si deve scrivere», ebbe un pessimo rapporto con la società americana. Amava l'Europa e quell'eroe moderno che per lui era Benito Mussolini

e con il quale rimase sempre in contatto epistolare. Morì a Venezia, quasi in solitudine.
Era un genio con il dono della poesia che amava dedicarsi all'economia. Propose un nuovo modello economico da contrapporre al liberalismo americano e al capitale di Marx; era un mediatico, nel senso che seppe prendere ciò che di buono c'era nei due sistemi, dando un volto umano all'economia.
Come di fatto realizzò Mussolini, che creò la Camera delle corporazioni, da contrapporre a quei rissosi dei sindacati che ancora oggi imperversano nel nostro sistema economico.
Pound, ebbe una visione umanistica che si rifaceva al pauperismo francescano e seppe prevedere la crisi dell'economia mondiale, la sua non evoluzione. Purtroppo questo genio non solo non fu compreso, ma ai più risulta ancora oggi del tutto sconosciuto. Numerosi intervenuti: l'ex presidente dei gruppo di An al Senato Giulio Maceratini, il deputato Teodoro Buontempo, Romano Mussolini, Donna Assunta Almirante, il figlio dei comandante Junio Valerio Borghese, il presidente dei XVII Municipio Vincenzo Fratta, l'economista professar Giacinto Auriti, Franco Maria D'Asare e il giornnalista Claudio Quarantotto.