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STEFANIA DI VETTA
Quando si rivedranno le carte della storia moderna a Ezra Pound
potrebbe venir assegnato persino un premio Nobel per la letteratura.
Pound, tra i più grandi poeti in assoluto, di intonazione fascista,
pagò la sua vicinanza al Regime con un prccesso che lo condannò alla
dannazione eterna. A trent'anni dalla sua morte Massimo Bugli, vicepresidente del Consiglio provinciale, ha presentato a Palazzo Valentini un libro fotografico dal titolo "Rendi forti i vecchi
sogni", cura- to da Vittorugo Contino e Antonio Pantano, per le
edizioni Enzo Papi. Ezra Pound, come è emerso durante l'incontro,
nella sua creazione poetica è stato un rivoluzionario. Gli autori
cercano di delineare la fìgura dell'artista non solo dal punto di
vista letterario, ma fornendo una visione complessiva del suo
impegno nell'indagare con costanza gli accadimenti sociali,
economici e storici dei suo tempo. Ammirato dai suoi colleghi
americani tanto che Hemingway disse-. «Ho insegnato a Pound a tirare
di boxe e lui mi ha insegnato quello che si deve e quello che non si
deve scrivere», ebbe un pessimo rapporto con la società americana.
Amava l'Europa e quell'eroe moderno che per lui era Benito Mussolini
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e con il quale rimase
sempre in contatto epistolare. Morì a Venezia, quasi in solitudine.
Era un genio con il dono della poesia che amava dedicarsi
all'economia. Propose un nuovo modello economico da contrapporre al
liberalismo americano e al capitale di Marx; era un mediatico, nel
senso che seppe prendere ciò che di buono c'era nei due sistemi,
dando un volto umano all'economia.
Come di fatto realizzò Mussolini, che creò la Camera delle
corporazioni, da contrapporre a quei rissosi dei sindacati che
ancora oggi imperversano nel nostro sistema economico.
Pound, ebbe una visione umanistica che si rifaceva al pauperismo
francescano e seppe prevedere la crisi dell'economia mondiale, la
sua non evoluzione. Purtroppo questo genio non solo non fu compreso,
ma ai più risulta ancora oggi del tutto sconosciuto. Numerosi
intervenuti: l'ex presidente dei gruppo di An al Senato Giulio
Maceratini, il deputato Teodoro Buontempo, Romano Mussolini, Donna
Assunta Almirante, il figlio dei comandante Junio Valerio Borghese,
il presidente dei XVII Municipio Vincenzo Fratta, l'economista
professar Giacinto Auriti, Franco Maria D'Asare e il giornnalista
Claudio Quarantotto. |