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11/04/2003

Provincia di Roma - Comunicato Stampa

 PALAZZO VALENTINI:
ALLA RICERCA DEL SACRO GRAAL

Gli elementi che costituiscono il mistero del Graal possono essere ricondotti a un contesto mitologico di cui tutto il mondo è permeato, non solo quello cristiano.

E’ quanto emerso durante il convegno Il mistero Imperiale del Graal promosso dal vicepresidente del Consiglio della Provincia di Roma Massimo Bugli e organizzato dall’associazione RAIDO.

 “Il mistero del sacro Calice, la sua tradizione e la sua leggenda – ha detto Bugli – sono l’incarnazione di un sogno, di un‘idea così diffusa da apparire viva tanto nel passato quanto nel presente”.

I racconti che ne costituiscono la base fanno parte di una ampia tradizione che si è manifestata a partire dal medioevo con la leggenda di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda, e contengono gli insegnamenti di una dottrina, le cui prove e i riti iniziatici sono nascosti da un complesso simbolismo. Secondo la leggenda il Graal, dispensatore di ogni benessere, è il calice usato dal Cristo per la consacrazione dell’ultima cena e in esso Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue che uscì dal costato ferito, dal centurione Longino, di Gesù crocifisso.

Secondo il mito l’uomo è divenuto mortale, condizionato dalle inesorabili leggi del divenire e del bisogno materiale, la ricerca del Graal rappresenta allora una riconquista della meta spirituale che si conclude con l’unione con Dio, che porterà l’uomo, attraverso un profondo cambiamento interiore, a vivere in modo nuovo.

“Lo stesso Julius Evola – ha spiegato Bugli –, dopo aver definito erronea l’interpretazione del tema del Graal quale mistero cristiano, ne indicava l’essenza nel principio di una forza trascendente e immortale, legata allo stato primordiale con un carattere propriamente iniziatico. “La ricerca del Graal è inesauribile – ha concluso Bugli – tanto per i cavalieri di Camelot quanto per noi. Solo partendo da questa consapevolezza si può sperare di riuscire a possederne il mistero”.

Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente di RAIDO Massimiliano Baldacci, il docente di letteratura e storia Luciano Pranzetti, l’archeologo specialista in antropologia religiosa e storia delle religioni Mario Polia e il giornalista Alessandro Giuli.