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PALAZZO
VALENTINI:
ALLA RICERCA DEL SACRO GRAAL
Gli elementi che
costituiscono il mistero del Graal possono essere ricondotti a un contesto
mitologico di cui tutto il mondo è permeato, non solo quello cristiano.
E’ quanto
emerso durante il convegno Il mistero Imperiale del Graal
promosso dal vicepresidente del Consiglio della Provincia di Roma
Massimo Bugli e organizzato dall’associazione RAIDO.
“Il
mistero del sacro Calice, la sua tradizione e la sua leggenda – ha detto
Bugli – sono l’incarnazione di un sogno, di un‘idea così diffusa da
apparire viva tanto nel passato quanto nel presente”.
I
racconti che ne costituiscono la base fanno parte di una ampia tradizione
che si è manifestata a partire dal medioevo con la leggenda di Re Artù e
dei cavalieri della Tavola Rotonda, e contengono gli insegnamenti di una
dottrina, le cui prove e i riti iniziatici sono nascosti da un complesso
simbolismo. Secondo la leggenda il Graal, dispensatore di ogni benessere,
è il calice usato dal Cristo per la consacrazione dell’ultima cena e in
esso Giuseppe d’Arimatea raccolse il sangue che uscì dal costato ferito,
dal centurione Longino, di Gesù crocifisso.
Secondo
il mito l’uomo è divenuto mortale, condizionato dalle inesorabili leggi
del divenire e del bisogno materiale, la ricerca del Graal rappresenta
allora una riconquista della meta spirituale che si conclude con l’unione
con Dio, che porterà l’uomo, attraverso un profondo cambiamento interiore,
a vivere in modo nuovo.
“Lo
stesso Julius Evola – ha spiegato Bugli –, dopo aver definito
erronea l’interpretazione del tema del Graal quale mistero cristiano, ne
indicava l’essenza nel principio di una forza trascendente e immortale,
legata allo stato primordiale con un carattere propriamente iniziatico.
“La ricerca del Graal è inesauribile – ha concluso Bugli – tanto
per i cavalieri di Camelot quanto per noi. Solo partendo da questa
consapevolezza si può sperare di riuscire a possederne il mistero”.
Sono intervenuti, tra gli altri, il presidente di
RAIDO Massimiliano
Baldacci,
il docente di letteratura e storia
Luciano Pranzetti,
l’archeologo specialista in antropologia religiosa e storia delle
religioni Mario Polia e il giornalista Alessandro Giuli. |