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Pronto il risanamento per il bacino
Un piano
per l'Aniene
Il Bacino dell'Aniene,
con i suoi 800.000 residenti non gode di buona salute, pertanto va
bonificato attraverso continui interventi programmati per recuperare e
salvaguardare il suo patrimonio idrologico e culturale. Questo lo scopo
primario del convegno tenutosi ieri a Palazzo Valentini intitolato "Il
Bacino dell'Aniene - Un inestimabile patrimonio idrologico culturale -
ambientale da Salvare e Valorizzare". Il bacino, che conserva i resti di
cinta fortificate, testimonianza dell'importanza strategica della zona
all'epoca delle guerre sannitiche, senza contare le altre importanti
vestigia disseminate sul suo territorio è divenuto a causa del fiume Aniene una delle cause principali dell'inquinamento del Tevere.
"Sulle
rive del fiume e vicino alla ferrovia convivono degrado e violazione delle
leggi, rifiuti tossici, grandi elettrodomestici, divani e pezzi
d'automobile, nomadi e clandestini hanno costruito baracche e tagliato
alberi protetti:", aveva denunciato recentemente il vicepresidente del
Consiglio Provinciale Massimo Bugli. A fronte del grave problema, ieri a
Palazzo Valentini l'ingegner Roberto Grappelli, Segretario Generale
dell'Autorità di Bacino del Fiume Tevere ha esposto il futuro piano di
risanamento. Sarà soprattutto interessata la zona da Ponte Lucano al
Grande Raccordo, una zona particolarmente a rischio. E' infatti previsto
il recupero delle cave di travertino che raggiungono ormai profondità tali
da intercettare le falde acquifere.
P.S.
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