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20/03/2003

Il Giornale d'Italia 

Pronto il risanamento per il bacino
Un piano per l'Aniene

Il Bacino dell'Aniene, con i suoi 800.000 residenti non gode di buona salute, pertanto va bonificato attraverso continui interventi programmati per recuperare e salvaguardare il suo patrimonio idrologico e culturale. Questo lo scopo primario del convegno tenutosi ieri a Palazzo Valentini intitolato "Il Bacino dell'Aniene - Un inestimabile patrimonio idrologico culturale - ambientale da Salvare e Valorizzare". Il bacino, che conserva i resti di cinta fortificate, testimonianza dell'importanza strategica della zona all'epoca delle guerre sannitiche, senza contare le altre importanti vestigia disseminate sul suo territorio è divenuto a causa del fiume Aniene una delle cause principali dell'inquinamento del Tevere. "Sulle rive del fiume e vicino alla ferrovia convivono degrado e violazione delle leggi, rifiuti tossici, grandi elettrodomestici, divani e pezzi d'automobile, nomadi e clandestini hanno costruito baracche e tagliato alberi protetti:", aveva denunciato recentemente il vicepresidente del Consiglio Provinciale Massimo Bugli. A fronte del grave problema, ieri a Palazzo Valentini l'ingegner Roberto Grappelli, Segretario Generale dell'Autorità di Bacino del Fiume Tevere ha esposto il futuro piano di risanamento. Sarà soprattutto interessata la zona da Ponte Lucano al Grande Raccordo, una zona particolarmente a rischio. E' infatti previsto il recupero delle cave di travertino che raggiungono ormai profondità tali da intercettare le falde acquifere.

P.S.