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Ardea e
Pomezia tra storia e tecnologia
Tecnologia e crescita industriale al fianco, e nel rispetto,
di storia e cultura.
Questo è il territorio di Pomezia e Ardea; una zona dalle
notevoli potenzialità alla quale sono sinceramente legato e
non solo perché vi risiedo dal 1988.
Per questo ho accolto con piacere la candidatura nel
quarantesimo collegio: è insieme la sfida per una vittoria
in due comuni che da anni non hanno un proprio
rappresentante in Provincia e la soddisfazione di poter
lavorare per una terra in cui credo e che sento mia.
L'opportunità di conoscerne le reali potenzialità l'ho avuta
lavorando a Pomezia, dall'82, in una azienda di
telecomunicazioni. Sono stato a stretto contatto con la
realtà imprenditoriale e produttiva, ma soprattutto ho
vissuto il territorio.
Poi, quando sono diventato consigliere provinciale nel 1995, pur
essendo stato eletto in un altro collegio, mi sono fatto
portavoce delle esigenze del litorale Sud. Mi sono battuto
per migliorare le strade, i servizi, le scuole… in qualità
di vicepresidente del Consiglio, poi, ho potuto fare di più,
come promuovere il finanziamento per la costruzione di un
Istituto polifunzionale ad Ardea.
Oggi molti lavori sono al termine e altri in cantiere, ma di pari
passo deve crescere il ruolo culturale di questa parte del
litorale che possiede due "gioielli" particolarmente
preziosi: l'antichissima Ardea, fondata sulla suggestiva
rupe da Danae, figlia di Zeus e madre di Perseo, e il borgo
di Pratica di Mare, probabilmente l'antica Lavinium, ricca
di monumenti e dove è custodito il monumento funebre al
"padre Enea", vicino al santuario delle Tredici Are. Una
delle mie prime iniziative sul territorio fu proprio per
proteggere la tomba di Enea: con una azienda e due istituti
di credito locali, promossi una raccolta di fondi perché
venisse realizzata una copertura per il tumulo sepolcrale
che ha un diametro di circa 18 metri.
Successivamente, quando già ricoprivo la carica di amministratore
provinciale, ho potuto contribuire al restauro della chiesa
di Santa Maria delle Vigne, detta "La Madonnella", in
occasione del Giubileo del 2000, e al finanziamento per il
completamento del museo archeologico di Pratica di Mare.
Finanziamento che, purtroppo, pur essendo disponibile, non è
mai stato utilizzato dall'Amministrazione locale. Eppure io
credo che l'area da valorizzare maggiormente, sia dal punto
di vista turistico che da quello culturale, sia proprio il
Borgo di Pratica di Mare, da troppi sconosciuto perché il
nome di questa località richiama alla memoria prima di tutto
l'aeroporto militare. Organizzare gite turistiche al Borgo
sarebbe un buon punto di partenza per far conoscere tante
bellezze che custodiscono la storia più antica della nostra
terra e per cominciare a creare un'economia locale indotta.
(da
"Accademia" - maggio 2003) |